Come riconoscere il bullismo, caratteristiche e sfumature del fenomeno. La storia dell’alunno Francesco

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INTRODUZIONE

Sappiamo davvero riconoscere quando abbiamo a che fare con il bullismo?

Aspettatevi un articolo diverso dagli altri!

Nel corso dei capitoli avremo a che fare con un tema delicato e che merita attenzione: il bullismo. Vorrei, per ora, non approfondire troppo gli aspetti tecnici di questo fenomeno, per questo motivo ne vedremo solo qualche caratteristica nel prossimo capitolo.

Nella parte centrale dell’articolo affronterò il tema attraverso una storia che mi è stata portata e che vorrei raccontarvi.

Se alla parola “bullismo” vi vengono in mente episodi di risatine a dispetto di un compagno di classe, quella volta in cui, durante l’ora di ginnastica, siete stati presi in giro oppure eventi isolati di violenza fisica allora è necessario fare chiarezza perché non stiamo parlando della stessa cosa.

Gli esempi sopra riportati meritano comunque attenzione e dovuti accorgimenti ma hanno caratteristiche del tutto diverse dal bullismo.

CARATTERISTICHE DEL BULLISMO, PROFILI DEL BULLO E DELLA VITTIMA.

Quando parliamo di bullismo facciamo riferimento ad un fenomeno con ruoli ben definiti e che necessitano di attenzione e supporto, bullo e vittima presentano, anche se in modi differenti, dei disagi.

Come anticipato sopra, quando parliamo di bullismo non ci riferiamo a qualsiasi atteggiamento aggressivo ma ad un fenomeno con caratteristiche ben precise.

Innanzitutto, il bullismo può verificarsi tramite azioni fisiche o verbali, nel primo caso pensiamo a violenza fisica come calci o pugni ma anche ad atti volti a rovinare oggetti personali o al furto degli stessi. Per azioni verbali, invece, si intendono tutte quelle forme di aggressione come insulti, prese in giro o discriminazioni, le azioni verbali, a loro volta, possono essere nascoste o manifeste.

Le caratteristiche che contraddistinguono il bullismo sono:

  1. Intenzionalità (attraverso cui il bullo agisce con il preciso intento di dominare sulla vittima, umiliarla o offenderla)
  2. Ripetitività (il bullo agisce nel tempo e con elevata frequenza senza dare alla vittima possibilità di difendersi)
  3. Asimmetria di potere nella relazione (il bullo è in una posizione di superiorità fisica o psicologica rispetto alla vittima indifesa)

Il bullo, quindi, agisce nel tempo in maniera persecutoria con l’obiettivo di sottomettere l’altra persona, minacciandola e arrecandole un danno. Esistono diversi tipi di bulli, tra cui quello passivo: si tratta di un “seguace” del leader, lo appoggia ma non prende iniziative, il suo interesse sta nell’essere accettato dal gruppo evitando di diventare egli stesso una vittima.

I bulli possono essere di entrambi i sessi e spesso vi sono delle differenze nel modo di agire, i maschi aggrediscono in modo diretto le femmine tendono a farlo in modo indiretto, ad esempio, con ricatti o esclusione.

Anche il bullo è un soggetto che presenta uno o più disagi:

  • Scarsa autostima ed autoefficacia
  • Stile genitoriale autoritario, permissivo o violento

Per questo motivo necessitano, a loro volta, di supporto e sostegno, il loro agire con aggressività è l’unico modo che conoscono e attraverso il quale chiedono aiuto.

La vittima può essere di due tipi: passiva o provocatrice, nel primo caso abbiamo il soggetto più diffuso e presente nell’immaginario comune: una persona timida che tende ad isolarsi e spesso scolasticamente superiore alla media, con scarse capacità di creare legami di amicizia e con poca autostima.

Nel secondo caso abbiamo un soggetto spesso iperattivo o che soffre di disturbo dell’attenzione e che a causa di questo agiscono in modo irritante e provocatorio. Questi soggetti portando dentro una forte emotività e fragilità, mostrano sintomi depressivi che li portano ad agire anche tramite suicidio se sopraffatti dalla loro sofferenza.

TESTIMONIANZA DI UNA MAESTRA: LA STORIA DI FRANCESCO.

In questo capitolo vi riporto la testimonianza di una maestra della scuola primaria che ha voluto condividere con me la storia di un alunno. I nomi presenti nel racconto sono di fantasia e la narrazione sarà esposta con l’obiettivo di mantenere la totale privacy del minore e delle altre parti interessate.

Francesco frequenta la scuola primaria e a causa del suo disturbo è supportato da un insegnante di sostegno. L’alunno sta evidentemente passando un periodo di sofferenza: trascorre la maggior parte delle ore di lezione in bagno per non mostrarsi con le lacrime agli occhi.

I suoi comportamenti sono sotto gli occhi di tutti, come se volesse, in qualche modo, rendere manifesta la sua fragilità ed il suo sentire.

Francesco esplicita il dolore sulle pagine del suo diario e lo fa con disegni oscuri e parole non in linea con il contesto e l’età.

Si scopre che Francesco è vittima di bullismo, il suo disturbo lo rende vulnerabile ed adatto a ricoprire il ruolo di chi dev’essere umiliato.

“Hai preso un brutto voto nella verifica perché da solo non riesci a farla” o “hai preso un bel voto nella verifica perché sei stato aiutato” sono solo alcune delle frasi che gli vengono rivolte appena ce n’è occasione.

Il bullismo passa anche attraverso azioni come nascondergli il materiale per impedirgli di ripassare prima della verifica.

A voler affrontare questa situazione è l’insegnante di sostegno, l’unica che appare veramente preoccupata ed interessata a porre attenzione rispetto alla sofferenza dell’alunno.

Il confronto con la famiglia è inefficace e lo stesso risultato ce l’ha quello con il resto delle insegnanti.

A quanto pare, Francesco dovrebbe cavarsela da solo, le sue lacrime e le sue parole scritte non hanno, fino ad ora, meritato attenzione perché atti come questi, a quest’età, sono considerati, in molte classi, quasi come fisiologici.

CONCLUSIONE, UNO SGUARDO AL CYBERBULLISMO

Il bullismo è anche online, colpisce tutti ma in particolar modo le ragazze, vediamone qualche caratteristica.

Il fenomeno del bullismo non è un fenomeno da sottovalutare, è importante conoscerne le caratteristiche per poterlo individuare e saper agire di conseguenza.

È importante specificare che negli ultimi anni, con l’utilizzo di internet e di dispositivi digitali è sempre più diffuso il cyberbullismo: una tipologia di bullismo nella quale le prepotenze vengono attuate attraverso l’utilizzo di internet e delle altre tecnologie digitali.

Il cyberbullismo consiste nell’invio e diffusione di messaggi verbali, foto e/o video, telefonate, e-mail, su internet e più precisamente su social network, app, chat, ecc… con lo scopo di insultare, offendere, minacciare, diffamare e/o ferire. Sono colpiti entrambi i sessi, ma statisticamente il genere femminile è maggiormente colpito.

L’obiettivo del cyberbullo è quello di rendere pubblica la propria aggressione e di riversare su sé stesso l’attenzione del web, portandolo, così, ad avere più visibilità possibile. Spesso il cyberbullo ha la necessità di essere visto e notato perché è ciò che gli manca tra le mura di casa.

A favore di questo fenomeno sempre più diffuso vi è la possibilità di creare false identità e quindi di sentirsi e di diventare invisibili ed inoltre vi è poca informazione sulle modalità di prevenzione.

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